Il mirto di Sardegna

Il mirto di Sardegna


Tra le tante piante di Sardegna, spicca sicuramente il mirto. Tipico della macchia mediterranea, con il suo profumo intenso, lascia intuire subito la sua presenza. Gli utilizzi di questa pianta sono innumerevoli. Primo fra tutti il famosissimo liquore di mirto. Il mirto è una pianta alla quale vengono attribuite numerose leggende provenienti dalla cultura classica. In particolare c'è un mito dell'antica Grecia che narra di una fanciulla di nome Myrsine, dotata di capacità atletiche talmente straordinarie da renderla capace di battere gli uomini suoi coetanei. La sua bravura suscitava parecchie invidie e le causò la morte. Ma la dea Atena impietosita, la trasformò in una pianta di mirto, che da quel momento in poi venne utilizzato per incoronare il capo dei vincitori. Un altro mito narra che il mirto fosse legato alla dea Afrodite, dea dell'amore e della bellezza. Come narra Ovidio, la splendida dea al momento della sua nascita dalle acque, riuscì a coprire le sue grazie con delle foglie di mirto. Inoltre lei stessa dopo la vicenda del pomo della discordia, cinse la testa di Paride con una ghirlanda di mirto per ringraziarlo. In una celebre canzone di Piero Marras, il cantautore racconta la scena commovente di un fuggitivo che depone una fronda di mirto come ricordo sulla tomba di una persona cara. Sicuramente nella cultura sarda arcaica il mirto doveva avere funzioni e significati rituali molto importanti e diffusi.

utilizzo del mirto oggi.

Oggi il mirto è una bellissima pianta, usata nei giardini anche con funzione ornamentale. Con le sue bacche i sardi fanno il celebre liquore mirto di Sardegna, un infuso idroalcolico delle bacche e delle foglie, molto buono e molto richiesto sia dai sardi che dai turisti. Le sue foglie profumatissime o i suoi rametti più giovani possono essere messi sulla carne arrosto o grigliata per darle aroma e profumo. Il suo odore disturba gli insetti. Negli anni sono stati avviati molti progetti per sfruttare la pianta in campo cosmetico o medicinale, tratteremo questo in modo più approfondito in un altro articolo.

Il mirto la pianta

Noto anche come pepe della Corsica, è una pianta selvatica facilmente coltivabile anche in casa, in vaso, in piena terra o in siepi aromatiche. Foglie e fiori steli e bacche sono molto profumati. La pianta ha una corteccia rossiccia che col passare del tempo assume un colore grigiastro; le foglie sono ovali e appuntite, coriacee e lucide di colore verde scuro. I fiori sono di colore bianco o roseo Impiegato principalmente nell'industria liquoriera esistono anche varietà coltivate a scopo ornamentale come il myrtus communis dalla varietà variegata e con foglie striate.

mirto proprietà e caratteristiche

per le sue proprietà balsamiche, astringenti, antisettiche e antinfiammatorie , il mirto è impiegato per la cura di problemi del sistema respiratorio e dell'apparato digerente: il liquore prodotto dalle bacche ha infatti proprietà digestive. Ma sin dall'epoca medioevale- quando si estraeva dai suoi fiori la cosiddetta acqua degli angeli tutt'oggi impiegata nella cura della pelle come tonico e disinfettante - ne venivano apprezzate anche le proprietà fitocosmetiche. Ricco di olii essenziali ( mirtolo, contenente mirtenolo e geraniolo  e altri principi attivi minori ), tannini e resine  che lo rendono un prezioso ingrediente in erboristeria.

Usi in cucina del mirto

Noto soprattutto per il famoso liquore prodotto per infusione alcolica delle bacche - da non confondere con il mirto bianco, ottenuto dai germogli - oggi tra i prodotti simbolo della Sardegna, il mirto trova largo impiego anche in cucina, soprattutto in quella isolana. Il potere aromatico dei rametti e delle foglie arricchisce soprattutto le carni e la selvaggina: dal maialino arrosto - profumato con mirto, ginepro e alloro - al pollame, dal manzo ai volatili, come nel tipico spiedino di tordi, storni o merli infilzati su un bastoncino di mirto, chiamato sa taccula o grivia. Ottimo accompagnamento per arrosti, le salse a base di bacche, che si prestano anche ad essere impiegate nella produzione di dolci e marmellate, raro è invece il miele, soprattutto quello monofloreale, specialità di Sardegna e Corsica, dove la pianta è particolarmente diffusa. I fiori possono profumare le macedonie di frutta fresca o bevande rinfrescanti e fuori dall'uso alimentare, i rametti si possono bruciare alla stregua dell'incenso.




 

Caratteristiche botaniche della pianta del mirto.

La pianta di mirto ha portamento arbustivo cespuglioso, con ramificazioni molto fitte. e' una specie di lento accrescimento che può diventare plurisecolare. L'altezza varia a seconda dell'età e dell'ambiente di crescita. Abbiamo quindi piccoli cespugli alti 50 cm, ma anche grossi arbusti serrati che raggiungono i 3-4 m. La pianta ha una forte attività pollonifera e, così come abbiamo visto per il corbezzolo, è una delle prime piante a riprendere a vegetare dopo un incendio. Le ramificazioni più giovani hanno una corteccia rossastra che, con il tempo, diventa grigia. Le foglie sono opposte sui rami, spesse e coriacee, con lamina fogliare lucida. Hanno forma acuminata-lanceolata, con margine intero. Sono dotate di un breve picciolo e sono lunghe da uno a 5 cm. Sulla pagina superiore presentano ghiandole puntiformi e traslucide, ricche di olio essenziale, che liberano un aroma caratteristico sfregando la foglia. I fiori della pianta di mirto hanno un profumo inebriante e aromatico, simile a quello delle foglie. Il loro diametro è circa 3 cm, sono solitari e nascono sull'ascella fogliare. Sono provvisti di un lungo peduncolo, sono formati da 5 petali di colore bianco e hanno numerosi stami (fino a 50), ben evidenti per i lunghi filamenti. La fioritura del mirto avviene di norma nei mesi di Maggio e Giugno, ed è molto abbondante. Tuttavia, fattori genetici e climatici particolarmente favorevoli, fanno si che si verifichi una seconda fioritura all'inizio dell'autunno. Questo singolare fenomeno è molto gradito dalle api e dagli altri insetti pronubi, che operano l'impollinazione. Tuttavia, il miele monofloreale di mirto è piuttosto raro, poichè i fiori sono privi di nettare e le api bottinatrici ne prelevano solo il polline. Alcuni apicoltori del campidano, e piu' precisamente del comprensorio del Monte Linas dicono che il miele di mirto viene fatto dalle api che attingono resine e melate dalla corteccia giovane e dalle foglie, questo da al miele un apporto di aroma e profumo di mirto. I fiori, in ogni caso, contribuiscono alla produzione di miele millefiori.

Frutti e riproduzione naturale.

I frutti del mirto sono delle piccole bacche dalla forma ellissoidale. Giunte a piena maturazione, sono di colore blu acceso, violaceo, quasi nero. Sono grandi circa 1 cm e sono facili da riconoscere per il tipico rivestimento ceroso. Altro segno distintivo sono i residui induriti del calice del fiore, a forma di coroncina, che presentano alla sommità. Questo tratto distintivo è simile a quello della rosa canina. Le bacche persistono a lungo sulla pianta e la maturazione avviene in tardo autunno e si protrae sino a Gennaio. La raccolta dovrebbe avvenire quando le bacche iniziano ad appassire, ovvero a formare delle grinze. All'interno del frutto sono contenuti molti semi reniformi. Quando questi vengono digeriti dagli uccelli, avviene la disseminazione. Una curiosità sulle bacche di mirto, è che anche le formiche, disperdendo i semi nel terreno, partecipano alla riproduzione naturale. Questo processo è chiamato mirmecocoria.

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